Premessa fondamentale è che ogni individuo ha una personale soglia del dolore che incide sulla maggiore o minore sensibilità al trattamento. La maggior parte delle prestazioni odontoiatriche devono essere eseguite con l’ausilio dell’anestesia locale, al fine di bloccare le terminazioni nervose responsabili del dolore.
Gli anestetici usati comunemente sono derivati sintetici della cocaina, ed agiscono bloccando alcuni recettori presenti sulle membrane sintetiche dei neuroni. Grazie a questi farmaci è possibile effettuare interventi impegnativi senza dolore.

A questo importante presidio si affianca la possibilità di utilizzare la SEDAZIONE COSCIENTE CON PROTOSSIDO D’AZOTO.
Di cosa si tratta?
La tecnica è molto semplice: una apposita macchina miscela OSSIGENO e PROTOSSIDO d'AZOTO in un condotto respiratorio che viene portato al paziente attraverso una maschera nasale. Il paziente inspirando la miscela porta il gas a livello degli alveoli polmonari, dove per differenza di pressione parziale il gas passa nel circolo arterioso da dove viene distribuito sopratutto a livello dei centri cerebrali sottocorticali, dove è presente il centro del dolore. Questo provoca un innalzamento della soglia del dolore, che unito ad un lieve stordimento, riduce la sensibilità al dolore. L’esperienza riportata dai pazienti risulta essere estremamente positiva, senza dolore negli interventi potenzialmente più dolorosi, di facile esecuzione e senza effetti collaterali.

Il protossido d’azoto ventilato viene espulso per il 99% con lo stesso meccanismo dell’inspirazione, cioè passando dal sangue venoso agli alveoli polmonari per differenza di pressione parziale. L’1% viene invece espulso nelle successive 4-6 ore attraverso il sudore.
Questa tecnica è di supporto negli adulti, e risulta fondamentale nei bambini poco collaboranti.
Doveroso sottolineare come questa metodica non può essere assimilabile ad una sedazione profonda, anche se fatta in ambulatorio, che richiede la necessaria presenza di un medico specialista in anestesia e rianimazione e la somministrazione di farmaci ad uso esclusivo specialistico.
 

Torna alla lista        Stampa