La doppia indicazione ha una importante distinzione, poiché parliamo di:
  • ORTOGNATODONZIA quando il trattamento non è limitato alla sola parte dentale, ma si estende anche ai segmenti ossei (mascellare superiore, mandibola e ATM), al fine di riportare il rapporto tra le arcate dentarie superiore e inferiore nel corretto e giusto rapporto
  • ORTODONZIA quando le forze ortodontiche sono applicate sui denti.
La ulteriore suddivisione deve esser fatta in base al tipo di forze che vengono applicate.
Parliamo quindi di ORTODONZIA MOBILE quando si utilizzano apparecchi rimovibili, confezionati da appositi laboratori odontotecnici su indicazione del medico, cioè apparecchi che possono essere facilmente inseriti e rimossi dal cavo orale dal paziente stesso, per un numero di ore quotidiano che solitamente non supera le 12 ore. La maggior parte di questi pazienti sono adolescenti con una dentizione mista, decidua e permanente. L’intervento del medico è comunque costante  e continuo durante tutto il periodo di trattamento.

Quando ci riferiamo ad ORTODONZIA FISSA parliamo invece di forze applicate ai denti 24 ore/giorno attraverso i brackets, o stelline come sono abitualmente conosciute, fissate sui denti e attivate attraverso fili di diversa forza, oggi prevalentemente in nickel-titanio, che esercitano una spinta o una trazione calibrata e progressiva. Questo prevede sempre l’intervento del medico in passaggi costanti e regolari.
Negli ultimi anni si è aggiunto un capitolo nuovo, che risponde alla sempre maggiore richiesta estetica di evitare di indossare apparecchi ortodontici visibili e ingombranti.

Si è aggiunto il capitolo dell’ORTODONZIA INVISIBILE, con il quale si fa riferimento ad un particolare tipo di apparecchi, MASCHERINE IN RESINA ACETALICA TRASPARENTI, che però non supportano un vero trattamento ortodontico in caso di malocclusione, ma consentono attraverso una serie progressiva, di ALLINEARE singoli denti o gruppi di denti, con risultati molto soddisfacenti.
 

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